Spot Buondì Motta: pubblicità di successo o adv poco utile al business

Da qualche giorno, come si può vedere online ed in giro tra i social,  la pubblicità della Motta, quella dei Buondì Motta, della mamma schiacciata e dell’asteroide (che poi è un meteorite) si sta facendo notare.

C’era un tale che diceva: bene o male, purché se ne parli!

Questo lo spot :

Ecco, di questa pubblicità si sta parlando, e anche tanto:

  • Massimo Mantellini, seppure registrando parecchi commenti contrari, ne sta parlando negativamente, sostenendo che la stessa pubblicità è stata concepita male, sia tecnicamente che in termini di contenuto
  • lo hanno fatto anche testate come il corriere e quelli del fatto quotidiano, se ne è parlato ne “il Post” ma anche sul Giornale,  sul Messaggero ecc.. ecc… e ne hanno dato notizia anche agenzie stampa quali agi ecc… ecc… alcuni limitandosi a raccontare i punti di vista di utenti della rete, altri esprimendo la propria  opinione in merito allo spot
  • molti creativi vedono bene la campagna e la considerano geniale e dissacrante, in grado di sbeffeggiare il mondo del marketing con la sua graffiante ironia opposta alla famiglia perfetta del Mulino Bianco e delle pubblicità nelle quali tutto è bello e tutto finisce sempre per il meglio
  • luigi crespi, pubblicitario e creatore di un centinaio di spot, tocca il lato etico e, sulla sua sua pagina Facebook scrive:

“un bambino che vede morire la sua mamma, così, di fronte a se non è accettabile” e ancora “non mi spiego come una agenzia di valore come ” saatchi & saatchi si sia convinta a produrre un prodotto del genere”. Tra i commenti al suo post quasi tutti assertivi, anche quello di una  allieva dì Armando Testa secondo la quale lo stesso non avrebbe mai permesso di immaginarla neanche ad un pivello al suo primo test, altro che proporla al cliente finale, una pubblicità del genere.

  • intanto gli amici di spinoza, uno dei siti di umorismo più letti d’Italia e che personalmente stimo molto, perché simpatico e tagliente , ci scherzano su, collegando le bombe di Kim Jong Un (il dittatore nord coreano) a quelle della motta, aumentando la visibilità degli spot e della campagna

Il Buondì come bomba usata dal dittatore sud coreano per impaurire il mondo

  • E poi mille altre opinioni che per brevità non cito, diciamo ecc… ecc…

Ma, andando al nocciolo della questione, il punto è un altro, in pratica:

Domanda:

A cosa servono questi spot, questa promozione, questa campagna?

Ps: questo è il secondo spot della campagna creata per Motta e, naturalmente è  sulla falsa riga del primo spot

In questo altro spot, il secondo, muore anche il padre. Anche su questo arriva puntuale un post del corriere in posizione rilevante per la visibilità della notizia sullo stesso sito del quotidiano

Risposta:

Servono a ricordare al pubblico italiano che Buondì esiste, che Motta è un marchio vivo e vegeto, e che vuole riappropriarsi dei suoi consumatori.

Il marchio Motta dopo essere stato acquisito da diversi gruppi tra i quali Ferrero, Nestlè ed altri, ha subito anche una divisione delle diverse business units che sono andate a finire in mano a differenti players si del comparto alimentari

  1. la divisione gelati (quella più redditizia e con quote di mercato pari a circa il 30%, fetta di torta che la pone in Italia (per quote di mercato) seconda  solo al marchio algida) è  andata alla Nestlè,
  2. la produzione  di prodotti dolciari quali pandori e colombe ad un altra multinazionale
  3. la Business Units “merendine” alla fine è stata acquista dalla Bauli che ne è attualmente proprietaria.

Bene, nella riorganizzazione la società  ha lavorato anche sul prodotto merendine  rivedendone caratteristiche e qualità, nonché materie prime, con il risultato (sperato) di avere un prodotto sempre a marchio Motta, ma differente dal vecchio, prodotto da dovere promuovere e rendere visibile per invogliare i consumatori e spingerli a riprovarlo o, magari, ad acquistarlo per i figli.

Quale sarà il risultato che la società si aspetta da questa campagna ?

Quello di ricordare al mercato italiano che esiste buondì Motta e che la campagna lo categorizza come un prodotto fuori dal comune, lo fa ricordare e fa parlare le persone del prodotto.

Che lo facciano bene o male non è tra gli argomenti di questo post, quello che ci interessa è arrivare ad un ragionamento comprensibile, ed è, imho, questo:

  1. Se hai un buon budget e puoi permetterti anche di fare campagne mainstream per dare visibilità al tuo brand ed ai tuoi prodotti, bene.
  2. Viceversa se hai un budget ridotto il tuo unico obiettivo deve essere quello di contribuire a massimizzare le entrate

Dunque , niente di male nei confronti di coloro che -se hanno budget a sufficienza- decidono di investire sulla visibilità del marchio/prodotto sperando di ottenere guadagni a medio termine grazie alla promozione mainstream ed in questo caso caratterizzata da uno spot dissacrante, creativo e che ha colto nel segno!

Ok, risvegliare l’attenzione del pubblico (molti si chiedono se è il target giusto quello a cui si riferisce) nei confronti di un brand una volta leader e che oggi ha qualche problema di riconoscibilità ci può pure stare, e farlo su quello che loro ritengono il loro prodotto di punta è comprensibile

(io avrei puntato sulle girelle, perché questi Buondì li ho sempre odiati fin da piccolo, non mi piacevano proprio, troppo “spugnosi” solo per dirne una, ma loro a quanto pare avendo modificato e migliorato il prodotto vorrebbero che tutto il pubblico fosse interessato a provare questa nuova versione)

Ma se i clienti spesso (come succede nel 99,99%)  non hanno un budget che lo permette…. fare chiacchiere ed avere visibilità  è bello e anche gratificante per il top management ma non c’è niente di più sbagliato che investire tutto il budget in pubblicità che, al massimo, potrebbe portare notorietà.

Infatti, visto che se non ci saranno i fondi per tutto il resto la notorietà da sola non potrà mai  fare crescere il business e se dovesse farlo lo farebbe sul medio termine e sarebbe difficilmente misurabile, investire una grande fetta del budget in advertising e spot TV, non è una scelta saggia, altro discorso se nel progetto sono stati investiti grossi budget e parte vengono destinati a risvegliare la notorietà di un marchio dormiente, uno sleeping brand.

Per chiudere, dunque, se hai soldi per seguire  entrambe le metodologie e fare marketing che vende, potendoti permettere anche di fare gli spot, bene, altrimenti calcola il budget per essere in grado di investire per aumentare le vendite ed il fatturato, se poi rimarranno anche soldi per fare adv che spaccano wow!, altrimenti pazienza …

Buongiorno a tutti, anzi BUONDÌ

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